A me il mare …

A me il mare non piace, dico davvero, non scherzo, lo trovo terribilmente malinconico in qualsiasi stagione, forse perché dal mare pretendo troppo o troppo poco, forse perché mi basta guardarlo senza doverlo affrontare. Io preferisco percepire il mare da lontano, poter dire “eccoti qui” senza avvicinarmi, avere una specie di potere emotivo sul mare, sull’orizzonte che si nasconde dietro un qualsiasi mare, diciamo che paradossalmente sono un minuscolo mare che ascolta un oceano. A me il mare comunque non piace, non ci vado quasi mai, diciamo che so dov’è “quindi posso farne anche a meno”, posso pensarlo o soltanto guardarlo, posso cancellare le onde che non mi piacciono e levigare gli scogli spigolosi, posso salutare con la mano le barche lontane, posso rimanere in silenzio e diventare il chiacchiericcio del mare. A me il mare restituisce malinconie incredibili, anche di sera, quando è tempo di tramonto e di riposo, o l’alba, quando è momento di risveglio e di polmoni aperti.

A me Il mare non piace. Non è per odio o per eccesso di iodio, non per trascuratezza o per i pesci, è che quando penso al mare c’è sempre qualcosa che mi trova e poi mi ama.

E io non sono più capace di lasciarmi “bagnare”

Sono soltanto un piccolo mare che ascolta l’oceano, guardo le impronte sulla sabbia che si trasformano nuovamente in acqua.

(Gianluca Nadalini)

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