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Poesie nell'angolo

Sottobanco …

Sottobanco ti passo un po’ di formaggio, vino del colore di un tramonto sul tavolo, la volta, la torre dell’orologio, i tuoi occhi, i cerchi dei bicchieri sulla tovaglia, le briciole, quella strana sensazione di poter decidere ogni cosa in questo momento, proprio adesso, mentre il sole gioca con il cielo e con i muri, adesso che il nostro bacio avrebbe il senso perfetto di una fotografia sbagliata in controluce … Adesso che fingiamo di essere veri, siamo pura realtà da vivere, siamo bellissimi.
Le sensazioni non si possono buttare via.

Nemmeno le fotografie.
(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Ti penso …

Ti penso, o almeno riconosco che esisti.Non sono niente per te, però sostiamo.

Esitiamo, ognuno qui, in luoghi diversi e comuni.

Tocco terra.

Vorrei raccontarti qualcosa di bello stasera, ma di sera i mostri escono dal muro, sai, non mi fanno paura, mi fanno soltanto tenerezza.

Così, spesso resto in silenzio a guardare la televisione, e con te accanto, dico tu, qui con me, lo ammetto … Probabilmente farei la stessa cosa.

Così un giorno ti ho salvata, e poi racchiusa in qualcosa di più intelligente e grande delle mie braccia.

Ti ho svelato la libertà equiparandola all’amore, linea perfettamente curva che svolta verso una salita discendente, che sembra un frase senza senso lo so, ma è la parte più vera che ho trascritto con l’inchiostro simpatico sul foglio che non sorride mai.

Girare pagina?

Il peso della condivisione è marmo in esubero da togliere alla statua ancora dormiente.

Tipo i mostri di prima.

Che non si vedono ma di sera “crepano” il meglio di me.

Sono saltuariamente felice.  
(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Perché …

Perché del mio respiro, adesso, tra l’ossigeno che ci separa e il giorno che ancora dorme, c’è un momento che custodisce l’attimo del nostro risveglio. Esattamente su questo letto, distanti qualche centimetro, corpi contro sogni, pensieri contro corpi, spalla contro labbra. Appoggiare il silenzio sulla tua schiena, ascoltare il mio dito sotto ai tuoi brividi … C’è un momento che ci separa e uno che ci unisce.
Scusami, sono egoista del tuo risveglio …

Ma tu ancora dormi e per fortuna non lo sai. 
(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Tornavi …

Tornavi a casa e nascondevi il sacchetto di Zara, lo nascondevi volutamente in modo tale che io lo potessi trovare facilmente …
(Hai comprato una maglietta nuova?

No, un vestitino … Niente di che.

Dai, fammi vedere come ti sta …

Adesso non mi va, sono stanca).
Così il gioco continuava per un po’, prendevi il tuo sacchetto e tiravi fuori il vestito, ti piaceva molto anche spogliarti davanti a me, rimanevi soltanto con gli slip, bellissima … Però poi andavi in bagno a indossare il vestito, perché dicevi che con “sorpresa” sembrava più bello, io una più bella di te comunque non l’avevo mai nemmeno pensata.

 

(Ecco! Ti piace?

Però!! Hai scelto molto bene! Stasera andiamo fuori, devono vederti tutti!

Dici?

Certo, ne sono sicuro!)
Mi abbracciavi, sapevi che con € 49,90 potevi risolvere qualsiasi cosa, sapevi che avrei reso il vestito un momento di felice intimità, sapevi tante cose di noi, sapevi anche che eravamo noi in quel momento a insegnare qualcosa alla vita. Al ristorante ti guardavano tutti, portavi la tua bellezza con delicato e naturale entusiasmo (anche adesso ovviamente). Certe cose non le posso dimenticare soltanto perché non sono più nostre, certe cose non si dimenticano, come andare in bicicletta, comprare vestitini, ricordare di essere stati almeno una volta noi.
(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Nel cuore di Bologna …

Nel cuore di Bologna.Incredibile.

Noi, due “estranei”, la pioggia, gli usi e i costumi, gli ombrelli quasi uguali.

È differente l’amore oggi.

Oggi, il tuono e il lampo.

Incredibile umidità di sguardi.

Bianco o nero? Sfumatura o decisione?

Regaliamo al ritardo un po’ del nostro tempo perduto?

Ieri sera mi sono bruciato un dito togliendo una pizza dal forno.

Capita.

È successo anche a te? 

Sorridi … Siamo estranei consenzienti.

Vorrei controbattere il tuo sbattere di ciglia.

Sei una bella donna.

A me interessa di più la donna che sei.

“Avances”, mi interrogo su quale decisione sbagliare ancora.

Voglio sbagliare sempre, però vorrei correggere le traiettorie delle nostre strade.

Hai presente quando ti senti inadeguato?

Sì.

Ecco … Dimmi dove potremmo andare a coprirci di noi, dimmi che la pioggia è solo una casualità, dimmi che vuoi qualcosa da me.

Nel cuore della tua pancia.

Bologna si divide in due.

Continuiamo a incrociarci ma non ci scontriamo mai.

Credo che la tua nudità potrebbe essere un’occasione per vestirci della nostra pelle.

Potremmo andare in qualsiasi parte del mondo, ma le promesse hanno gambe troppo corte, come le bugie di assestamento.

Luca, lo sai che non posso amarti.

Dimmi qualcosa di diverso …

Non posso.

La tua coerenza è disarmante.

Un rimprovero?

No amica mia … Soltanto un altro giorno senza di noi.

Non essere stupido.

Perché no?

Perché!

No.

(Gianluca Nadalini)
 

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Poesie nell'angolo

Un giorno …

Un giorno il mondo passerà di qua, mentre saremo distratti, prenderà le nostre occhiaie e tutte le volte che mi sono addormentato al cinema.

Prenderà questo lavoro noioso e il tuo meravigliarti per un mio gesto gentile, tipo quella volta che ho comprato i popcorn giganti e tu hai detto “Seh, dai, top del top”.

Un giorno litigheremo per vent’anni su questioni inutili, su idee divergenti, stravaganti, su come infilare al meglio le paure non giustificate nella collana delle persone che invecchiano.

Saremo sempre noi a darci del tu, a darci delle pacche benevoli sulle spalle, a divertirci con niente ad un mercato rionale che sembra esporre tutto quello che serve per vivere, per sopravvivere, per?

Non lo so!

E passerà di qua, forse, prima o mai, passerà di qua un giorno perfetto, contrapponendo l’esistenza alla sinergia della vita, ci spiegherà la parola amore e la sentiremo forte come una campana che suona e sbatte fortissimo, mentre noi, ormai sordi, continueremo

a sorridere, non capendo fortunatamente ancora nulla

di quello che non ci siamo mai

promesso.

Rintoccherà, rintoccherà.

Ascolta, ascolterai, ascolteremo.

(Gianluca Nadalini)