Dove sei …

Dove sei amore mio?

Amore mio cosa?

Sì.

Ma se oggi eri con lui!

Vabbè, lo sai.

“Vabbè lo sai” non è uguale ad “amore mio adesso dove sei?”

Mi manchi.

Anche tu, ma da sempre, non solo da stasera.

Vabbè.

Basta con questo vabbè!

Cosa dovrei dirti? Non è facile!

Nemmeno difficile.

Quindi?

Quindi stai lì dove sei, e non mi cercare.

Dai!

Dai cosa?

Dai, voglio vederti!

Sono impegnato.

Con chi?

Cazzi miei.

La ragazza del bar?

La ragazza che non sei tu!

Me lo merito.

Direi che ti meriti ciò che vuoi davvero.

Vabbè.

Questo “vabbè” prima o poi salverà il mondo!

A noi chi ci salva?

Nessuno!

Lo sai che è un casino.

Ma tu chi sei veramente? Cioè, sei pazza o cosa?

È che non riesco a lasciarlo!

Allora sei solo stronza mi sa!

Lo so.

Sai qual è il problema?

No.

È che per noi i preliminari devono restare sempre e solo un segreto!

Un segreto?

Yes, un segreto, cioè, dico che tutto quello che ci conduce poi a fare l’amore è sempre e soltanto una bugia, un qualcosa fatto di nascosto, una farsa per gestire i saltimbanchi di una storia inutile, la nostra.

Noi siamo inutili?

Finché mentiremo a noi stessi, sì.

Ma certe cose non si possono cambiare!

Appunto, che senso abbiamo così?

Siamo un’isola di bellezza!

Le isole prima o poi iniziano ad odiare il mare che le circonda!

Cosa vuoi dire?

Che se tu non riesci a lasciare una cosa che non vuoi veramente, essa ti ammalierà sempre di più, e sarai come tutte le isole, magnifiche ma circondate da qualcosa di più grande di loro!

Cioè?

Io credo che il mare della tua isola dovresti essere tu! Dico che se vuoi un mare benevolo che ti circondi devi cambiare l’idea della tua spiaggia, devi sentire l’acqua che vuoi per essere felice, devi dire a te stessa sono isola e mare insieme, siamo isola e mare insieme, siamo due meraviglie che riposano e si agitano insieme! Dico noi, noi dovremmo essere tutto questo, ma non è così.

Amore mio!

Amore mio, sulla scialuppa di salvataggio non si è mai davvero salvi.

Posso venire da te?

No, assolutamente no!

Perché?

Perché c’è lei.

Chi?

Lo sai.

La ragazza …

Sì, la ragazza del bar!

Lei è un’isola?

Lei era un’isola che aveva bisogno di un mare.

E tu di cosa hai bisogno?

Di niente, fortunatamente adesso sono la sua acqua.

Vabbè …

Vabbè.

(Gianluca Nadalini)