In certe notti …

In certe notti. Quando sei tutti gli scrittori del mondo. Quando sei anche un po’ il comandante Guevara. Quando le donne non ti amano. Quando le stelle non ti cercano. Quando i marciapiedi non rispondono. Quando gli stadi sono vuoti di musica. Quando dici sarà per la prossima svolta, volta, per il prossimo girotondo, mondo, per le coscienze e le cosce intrappolate nelle calze di una puttana solitaria e mai sola, quando il preludio ha un suono incomprensibile, quando le rotaie sono ricoperte dal cemento, quando i nonni muoiono, le mamme piangono, i padri insegnano, i figli chiedono, le strofe tentennano, i maglioni raffreddano, le malattie uniscono, quando il tuo nome è l’unico crocifisso che vorrei appendere insieme alle mie preghiere, quando l’aria sembra il tuo profumo, quando le persone mi sbattono contro e non chiedono nemmeno scusa, quando i sacchetti sono pieni, quando le briciole ricordano un pasto, quando è tutto arte e niente è davvero propositivo, quando tutto è intuitivo, quando non bacio, quando non riesco a fare il bravo, quando gli acrobati si accorgono che la rete è troppo debole, quando mi tieni nella tua idea, nella tua forza, quando in certe notti cammino con le mani sulla pancia, sulla gola, sulla schiena, quando mi sento inadeguato … Ecco. Io, vorrei sapere dove sei, senza sapere dove vorrei andare. (Gianluca Nadalini)