Lasciateli …

Lasciateli stare i sognatori, sono gente di carbone per vecchi treni a vapore, lasciateli stare nelle loro piccole case, che abitano come tasche, piene di spine e di more.

Lasciateli stare quando sono allegri, quando credono di planare lievi, lasciateli stare quando sono tristi, perché i giullari dei sorrisi non si sono nemmeno intravisti.

Lasciateli vivere i sognatori, assordati da mille rumori, sono come nuvole sospinte dal vento, quando soffiano via contando da uno a cento. Lasciateli con una coperta in mano, quando il freddo arriva da lontano, e guardano il ghiaccio coprire, ciò che ancora vorrebbero sentire.

Lasciateli magari parlare senza senso, perché nei discorsi strani c’è probabilmente più sentimento, che gesticolano come pazzi in mezzo al fare, mentre alzano forte la voce di un perseverante provare.

Lasciateli stare questi sognatori, mentre riposano sopra ai rumori, mentre la notte decora il movimento che stringe e allarga l’idea di un possibile cambiamento.

Io conosco tanti sognatori, conosco i muri e i loro muratori, sporchi di calce e di sudore, sporchi di speranze da trattare bene.

Lasciateli stare questi cosiddetti pazzi, queste persone bambine, questi adulti ancora ragazzi, lasciateli stare perché non potrete mai capire, che tutti i sognatori hanno paura di voi

che toccate

ma non riuscite

a sentire.

E se anche voi siete maledetti sognatori, venite insieme a me, proviamo a sussurrare alle nostre facce altre centomila maledette nuove metamorfosi, nuove sognanti espressioni.

(Gianluca Nadalini)

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