Li riconosci …

Li riconosci gli occhi tristi di un uomo.

Hanno rincorso ogni premura, laggiù, guarda, dove il vento fertilizza cieli

e gli arcobaleni dipingono strampalate gocce appisolate.

Eccola qui, la veste del mattino che ricopre l’ennesima discordia. Alzarsi, comprare la colazione, comprare una fila in tangenziale, aspettare il tuo numero lampeggiante per il prossimo posto occupato, una bella macchina sudata a rate, l’offerta più vantaggiosa in pausa pranzo, la passeggiata per pensare positivo, pensare laterale, il tempo, l’orologio, tic tac, la sapidità dell’anima.

Li riconosci i passi fatti in avanti e quelli riproposti all’indietro, l’asciugamano per il viso, il rumore dell’acqua che esce dal rubinetto, la tenda della doccia ancora umida, i capelli bagnati, le chiazze sul muro.

C’è una calma e silenziosa isteria collettiva da queste parti, le scarpe per camminare, le finestre aperte per non soffocare, l’erba del vicino che sembra sempre più inerme.

Li riconosci gli occhi tristi degli uomini, piccoli robot che macellano carne e sentimenti, prima dalla parte dei deboli, poi dei forti, se ne stanno felici a ridere della e con la loro umile ignoranza, comprano pane e companatico ma continuano a non mangiare nulla, nemmeno le briciole.

Li riconosci, hanno quasi tutti

gli occhi tristi

dopo i vent’anni.

(Gianluca Nadalini)

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