L’odore …

L’odore dell’inverno è una coperta calda.

Due mani fredde, da soffiarci dentro il fiato con la bocca.

È un lago, un luogo nascosto dai rami.

È il ricordo di un tè, sabbia rossa, sotto alla tenda dei beduini in Giordania.

È l’elemosina di un cane.

È una crescita del pensiero.

È del mattino, la nebbia, sulla pianura arata.

È cristallo.

È il vaso di pomodori sottòlio in cantina.

È noi, nostro, che riusciamo a

respirarne

tutta questa

imprevedibile

dignità.

(Gianluca Nadalini)

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