Mi fanno …

Mi fanno tenerezza certe cose, tipo gli anziani signori che giocano a carte nella solitudine di un bar di periferia, che le bestemmie poi diventano strane preghiere da perdonare in ogni caso, mi fanno tenerezza le cose belle e i campi appena arati, le case abbandonate che si vedono dall’autostrada, con l’edera che si arrampica fino alla fine di quel che è stato, mi fanno tenerezza i tetti di Bologna, le idee rivoluzionarie di certi bambini, lo stupore, le ragazze che ascoltano, quelle che ridono, la postina del quartiere, che tutte le volte che suona al mio campanello dice giustamente: “Sono la postina!”.

Mi fanno tenerezza tutte le porte chiuse e anche quelle aperte, le terrazze, i vestiti appesi ad asciugare, l’odore della tua pelle, mi fa tenerezza anche il pensare al rosario che mia nonna teneva sulla foto di mio nonno, mi fa tenerezza la poesia quando accade davvero nella sincerità di ciò che racconta, mi fanno tenerezza le mani che impastano la sfoglia, il controluce perfetto del sottile velo che accarezza trasparenze raffinate per i nostri baci, perché ogni tuo consiglio mi fa tenerezza, mi coinvolge, mi rilassa, mi contraddice, mi riporta alla serena consapevolezza di ciò che rispetto, che vivo, che adorno, è perché no? Che mi commuove.

Mi fanno tenerezza le farfalle, le distanze, le sere che si sente questo profumo di ricordi, mi fa tenerezza quando mi dici che va tutto bene, che tutto poi va così come deve andare, che certi fiori appassiscono meglio di altri, che ci sono io per quel che posso e mai però per quel che vorrei.

Ecco, dico che mi fa tenerezza la fragilità degli anni che invecchiano, che passano, che non risolvono ma aiutano, che adesso fuori sento “l’odore degli esami”, lo chiamavo così! Ti ricordi? Che poi sono i tigli in fiore, che poi anche loro mi fanno tenerezza.

Non ho preso un gran voto lo so, però nessuno alla fine è stato davvero mai bocciato.

Sempre e soltanto, umilmente amato.

(Gianluca Nadalini)