Ok …

Ok.

Stasera con i tuoi amici.

“Dai vieni che te li presento”.

Così hai detto al telefono.

Io vengo, però devi dire che sono l’amore della tua vita, che sono ritornato da un viaggio in India per ritrovare me stesso, ma alla fine ho scelto di ritrovare te, cioè, digli che mai ti avrei voluto lasciare, ma per ragioni mistiche dovevo capire com’era l’era del tempo di perderti.

Che giornate strane!

Anzi, digli che sono una specie di supererrore, no scusa, eroe, ecco una specie di supereroe senza macchia, cioè, che sono stato a combattere le paure per capire che tu, sul divano, mio, tuo o nostro non ha importanza, sei la somma di ogni soluzione, così, dico che i tuoi piedi nelle mie mani sono perfetti, che i tuoi fianchi nelle mie mani sono inappuntabili, che il tuo sguardo nelle mie mani è tutto quello che vorrei vedere.

Anzi no, digli che stasera non esci perché il tuo ragazzo ha deciso di poetarti, scusa, di portarti la vita in casa, che vabbè che poi usciamo, che però prima dobbiamo trovare un modo per infilare le perle delle nostre parole nel filo sottile dei nostri cambiamenti, cioè, scusami, che in poche parole dobbiamo fare l’amore! Diglielo pure! Senza ritegno, digli che io ti voglio spogliare e vederti nuda insieme a me, che sono quello di prima, sempre io, però stavolta ho le mutande in testa per farti scompisciare dalle risate, perché ai tuoi amici devi anche dire che sono un comico bravissimo, che stasera c’è uno spettacolo straordinario, che il tuo ragazzo, che poi sono io, si esibirà nella fantasmagorica arte della adulazione femminile, che probabilmente farà ombre sul muro e tutto il resto, che mi canterà una canzone con il naso tappato, che affogherà in me, soltanto per me, che devi dirlo ai tuoi amici che sono tornato da un viaggio dentro di te, e che ovviamente non voglio più tornare, cioè, che sono tornato e ho capito una cosa.

Solo una cosa.

La più stupida.

La più facile.

La più bella.

Mi tolgo le mutande dalla testa.

Sono serio.

Diglielo ai tuoi amici che ho capito una cosa.

Tu.

Mai sia una rinuncia la vita, mai alla tua gioia dovrai rinunciare, che se poi non sarà noi allora rimarremo un dettaglio, ma che bello, credimi, anche solo il ripensarci insieme in altre vesti anziane, bianche, inattaccabili.

(Gianluca Nadalini)