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Poesie nell'angolo

Non ho appigli.

Non ho appigli.
Mano debole, mente scivolosa, plastica somigliante neve sugli alberi di Natale fatti di plastica, alberi di Natale tutti uguali.
Cordata sintetica per scalatori corrotti.
Ho interpretato un proiettile nel cuore sopra il palcoscenico dei pensieri del mondo.
Ci sono derive che portano alla pace interiore, naufragi che liberano esistenze, cose buone e cose cattive.
Quasi tutti i sassi si possono lanciare.
Pesanti.
Leggeri.
Alcuni però non si sollevano … La grandezza non c’entra.
Intanto libri osceni risalgono classifiche e non ti meravigli neanche più. Sembra giusto così. Sembra giusto smettere di pensare. Sembra giusto ballare musica non suonata e scrivere su display con il massimo della luminosità.
Vorrei tornare ai violini e alle composizioni di fiori naturali che si trovano ai piedi di ogni bosco, di ogni cosa vera, di ciò che non si può comprare, un consiglio che scappa dentro al cilindro di un cespuglio, un coniglio che corre, il silenzio del sole quando scalda le tue mani, le tue manie.

Neve di plastica.
Verità in bomboletta spray.
Cortocircuito … Lucine spente.
Mi dimetto.
Sbaglio io probabilmente … Io sbaglio con probabilità di scelta.

Buona plastica.
Buona la prima.
Mi mancano i piedi sopra la terra.
Blues …

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Dove andrai adesso

Dove andrai adesso, che hai ascoltato insieme a me le ultime nostre canzoni preferite, forse cercherai un posto migliore, forse camminerai abbandonata per un po’, forse mangerai negli orari sbagliati per gli altri, ma giusti per la tua carestia, forse ti fermerai a pensare “indietro” per qualche attimo e subito dopo cercherai un batter di ciglia nuovo di gioia, va bene così baby, va tutto bene così, ci saranno considerazioni da fare e piccoli giorni nei quali vorresti sparire, ma ci sono troppi problemi nel mondo per “indugiare” tristi di noi, per non provare a contare tutte le foglie che ricompariranno nel vento della prossima primavera, nelle prossime stagioni di fioriture e ombre rinfrescanti, ci saranno … Baby … Ci saranno ancora luoghi che avranno tutti i tuoi nuovi posti, in piedi o a sedere non importa, avrà importanza quello che t’importa davvero, importa che le tue carezze non vadano sprecate sulle guance ruvide di chi non ti capisce, o sulla pelle ti chi non riesce a raccontarti una favola prima di dormire, di chi guardava la sua storia e non capiva la nostra “conseguenza” … Baby, chissà adesso dove andrai che fuori è molto freddo, che hai preso la tua sciarpa e ti sei coperta la bocca per non cambiare idea, che forse ho sprecato un sentimento, ma la tua vita è più importante di me, di una giostra che gira, di un fiore d’inverno, di una notte di vetri appassiti.

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Potevi dirmelo che avevi gli occhi color dei sogni

Potevi dirmelo che avevi gli occhi color dei sogni … Stravagante cuore color di ogni contatto.
Potevi dirmelo che di notte diventi luce, color di suoni, sentir di cose, di muto ancor urlar di cose.

Sia adesso il siamo, andar felici tra i peccati, morire e vivere, d’essenza esistere.

Ballar di lingue … Poi, ancora.

(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Bonjour mio piccolo sorriso nel mondo

“Bonjour” mio piccolo sorriso nel mondo … Come stai? Hai capito la distanza tra la terra e il cielo? Io ho corrotto la mia anima da bohémienne e ho comprato un vocabolario di francese, pensavo di arrivare all’improvviso da te, con quell’aria di parole scritte, con la “nonchalance” del caso, le spalle appoggiate sul muro e un bacio trattenuto tra le dita, una rosa? No! Troppo facile regalarti soltanto bellezza, ho preferito indossare un sorriso compiaciuto e i complimenti per la tua nuova vita, ho pensato che le nostalgie non servono a nulla, anzi invecchiano il cuore, e che per ricordare qualcosa di nostro, sarebbe bastata “une cigarette” appoggiata sulle labbra e vecchie storie in bianconero da “riprese in esterna” con telecamera a spalla, io dentro a uno spazio, tu a rifinire i dialoghi come una “poétesse” di considerevole fama mondiale, giorni che sfuggono e ore lentissime che ascoltano le disavventure delle scelte sbagliate, i copioni da scordare a memoria, le gonne ampie che volteggiavi al vento e alle foglie che volavano nel tempo d’autunno … Tu che dividevi “bonbons” in base ai colori, io che mangiavo soltanto la tua pelle … Come stai?” Comment vas-tu?” Ho scritto di noi perché gli altri due che eravamo sono già dentro un passato che racconta di una storia conclusa, che nelle tue fotografie c’era sempre quella luce “sbadata” di Parigi, affascinanti ritratti di corpi svestiti e mai nudi, quel fare l’amore per costruire l’ascoltare del nostro magnifico racconto, quella camera francese all’ultimo piano, che tutto filava secondo i piani, che le scale non bastavano mai, un salire e scendere di congratulazioni per le nostre vite …
Io come un ritorno da te, tu che come ieri sei ancora l’adesso che rimaniamo.

“Une petite folie de nous”
“Un petit poème fané”

Mio piccolo sole dentro il mondo.

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Big Bang Rock

Big Bang Rock, che “Beppe” suona al pomeriggio, tu che prendi la mia parte migliore e poi delimiti il territorio, ragazza irrequieta …
Hai detto :
“Adesso vaghiamo ancora per Bologna perché è quasi Natale, siamo quasi ubriachi, e le bancarelle vendono inutili palle decorate da appendere sull’albero”.
Sei buona come un “Ron Zacapa Centenario” accompagnato con un tè, fermentazione di baci prodotti a kilometro zero … Dimmi in quale luogo, adesso, potremo stare meglio, dimmi che il bagno funziona, dimmi che il tavolino che si affaccia sul cortile non è perfetto per questo cortile di abbracci e maglioni infeltriti, dimmi che le poesie che mormoro nell’angolo sono solo carezze per uno spazio usufruibile … Tu che mi guardavi a tratti, che respingevi ogni forma di odio, che nei tuoi occhi ho visto l’ultimo capolavoro di uno sguardo perfetto, che ogni errore di ortografia è un brindisi di leggibilità fruibile, che sei così ! Come l’alba ti ha svegliata, che le tue immagini sono morbide proiezioni di possibili appoggi incredibili, che hai il profumo di quando accendo una candela alla lavanda, che condividi casa, studio, lavoro, con altri quattro coinquilini che dormono spesso, che insegnano poco, che lasciano il frigorifero aperto e il riscaldamento acceso tutta la notte, che stanotte magari si cambia idea, si cambia stanza, si controlla l’altezza e anche la caduta, che magari domattina ti lascio le chiavi per entrare, uscire, per fare e girare quello che vuoi comprendere, per riordinare le conseguenze dei giorni festivi, per riprenderti dalla gioia e dal dolore, dall’ultima proiezione in lingua originale proposta dalla Cineteca … Dimmi che mi devi dire qualcosa, che siamo ancora giovani ma abbastanza consapevoli, che se c’è una storia inventeremo anche gli eroi … Big Bang Rock, “Beppe” suona felice, che l’albero anche per quest’anno è adornato, che mi fai trovare quello che cerco, che mi hai enunciato : “Bologna è la città più bella del mondo” che poi hai telefonato a tua madre solo per dirle che stavi bene …

Big Bang Rock … Tu che ti muovi nel letto e fai un rumore bellissimo … E io ascolto, assimilo, convengo, approvo …

Big Bang Rock …

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Mi guardò negli occhi e poi chiese

Mi guardò negli occhi e poi chiese:

Ci sarà qualcosa di bello prima o poi? Io ho bisogno di bello.

Non sapevo cosa risponderle, presi un piccolo sasso da terra, dalla mia mano lo posai sulla sua …

Perché? Cosa significa questo ?

Vedi, prima il sasso era a terra, adesso è lì, custodito nel tuo “pugno” … Lo puoi tenere o lanciare, lo puoi fare ricadere senza sforzo, lo puoi portare a casa e lasciarlo sulla mensola del tuo tempo a prendere un po’ di polvere.

Cosa c’entra tutto questo con il bello?

Pensa, se tu fossi questo piccolo sasso dove vorresti essere adesso? Dove ti sentiresti più a tuo agio? Cosa faresti di te?

Mah … Non saprei, continuo a non capirti.

Il bello è quello che penserai di fare con questo sasso, “che sei tu” … Se lo lanci avrà un nuovo spazio, se lo stringi nel pugno sentirai la morbidezza della sua forza, se lo fai ricadere ritornerà all’origine … Se lo porti a casa ti farà compagnia e potrai guardarlo ogni volta che vuoi, ogni volta che decidi di prenderti tempo, il bello è una tua decisione, è quello che vuoi fare di te, delle cose che ti “raccolgono”

Si infilò il sasso nella tasca dei jeans e cominciò a pensare al bello, sorrise, pensò al bello, e poi “raccolse” il suo … Di bello.

Sembra facile … Da come la metti tu!

Ci sono tanti sassi qui … Guarda.

Tanti sassi e solo uno da raccogliere …

Ecco, hai capito … Quell’Uno sei tu.

(Gianluca Nadalini)