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Poesie nell'angolo

Ho guardato la tua età.

Ho guardato la tua età.
I tuoi occhi mentono, il tuo corpo no.
Ma sei perfetta come un complimento di carezza sui capelli, un cristallo di bacio sulla guancia, lieve respiro di vento sul cuore.
Mi hai chiesto di essere sincero come la domenica mattina, come i bambini quando giocano sulle scale, come i rami degli alberi d’estate quando “corteggiano” cicale e nuove oscillazioni di musica.
Bellezza di segni sulla fronte, stagione di grandi conquiste, esperienza di raccoglitrici di foglie di te, scrittrice davanti al mare, lunga nenia per ascoltare sogni e ogni.
Mi hai chiesto della tua età.
Io ti ho risposto con il tempo trovato per noi, con la mia compagnia, con ciò che mi trattiene in te, alle mani dipinte di vita, alla polvere lasciata riposare, al nostro letto di anelli e lenzuola, alla notte di tutte le nostre giovani ancora notti.
Ho trovato la tua età.
Un giorno che mi hai chiesto del nostro sentiero.
Il bivio mente, la direzione no.
Mi hai chiesto di essere sincero come i passi che giungono ad un abbraccio, come il colore delle bancarelle dei fiorai, come labbra o ali di farfalle, come silenzio, come rumore, come un giorno che mi hai chiesto di essere sincero, ed io ti ho cercata con gli occhi …

Ed io ti ho risposto piangendo, come un pesce dentro l’acqua che respira.

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Cammina con me, arriviamo laggiù

Cammina con me, arriviamo laggiù, ci sono momenti da raccogliere e sensazioni da trovare, ti stringerò la mano come se il tramonto decidesse per te invece che per la sera, sarebbe una passeggiata notturna quasi da starsene in silenzio, quasi da guardare le luci della città che si accendono, una piccola situazione magica da farci bastare per un po’, almeno fino a quando ci saluteremo con un bacio sulla guancia, sul freddo del naso, sulle nostre berrette di lana che aspettano nuova neve, cammina con me, restami attaccata per un po’, almeno arriviamo dove quella volta abbiamo detto che potevamo provarci, quando con gli occhi ci siamo guardati in modo diverso e abbiamo sospirato uguale … Con me, senza pensare che non siamo più con noi, che tutto complica e poi si dissolve, prende forme diverse o sempre identiche, come se davvero potessimo ancora credere alle proporzioni delle cose, mentre guardiamo le luci delle cose, mentre camminiamo fino a laggiù, mentre ci salutiamo e confrontiamo le statistiche di sopravvivenza dei giorni ghiacciati dell’inverno, mentre il tramonto pensa ormai alla sera, e la notte richiama ancora, per ora … Le sue stelle.
Cammina con me, ci sono mani da salutare e tramonti da richiudere.

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Vento di panni stesi al sole

Vento di panni stesi al sole, libertà visibili come biglietti d’auguri tremolanti scritti dai nonni, come essere ancora di cielo amante, di tutto questo immenso ricordo, passato, edificazioni di sguardi indivisibili … Tu sei così, ampolla di meraviglia, ceramica dipinta, olfatto di marmellata di melograno sul pane del cuore, affilato strato di cannella dorata, essenza di tiglio, sfumatura di primavera, setosa neve cristallina d’inverno, tu sei così, labirinto e soluzione, nota che accorda, silenzio che sveglia il punteggiare luminoso delle stelle …
Dietro le tende figura di Venere e conchiglia, fiati di respiri accresciuti, fragranza di candela alla lavanda, bocca di vaniglia, mani e tulipani nei giardini di un toccarsi di frutti primaticci … Tu sei così, il passatempo della luna, il salto della corda, una canzone ascoltata per caso nelle mura di solitudini interrotte, nelle due torri illuminate di questa Bologna, una poesia per il concetto, le barche dei pescatori che nuotano lontane all’alba, dentro al mezzo la linea d’orizzonte, dentro l’onda la gocciola a bagnarsi sopra scie che si lambiscono a cammino … Così sei tu, di sguardo a perquisire obiettivo, una fotografia ineccepibile di Bresson, i miei amici che ridono, le loro famiglie che germogliano, le parole di una madre, le spalle di un padre, sei il convincersi del buono, l’accorgersi del seducente, le sottigliezze che confermano capolavori …
Vento di panni stesi al sole, palloncini che danzano a dicembre … Tu sei così … Una considerazione di sentimento, le candeline da spegnere sulla torta del tuo nuovo compleanno, il carattere della verità, i biglietti tremolanti d’auguri scritti dai nonni.
Tu, sei così.

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)

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Poesie nell'angolo

Cosa ti fa paura?

Cosa ti fa paura?
Le favole.
Le favole ti fanno paura? Scherzi?

No! Dico davvero, le favole creano strane illusioni e prospettive di vita alquanto improbabili.

Ma le favole raccontano di speranze, quando da bambino leggevi una favola sorridevi, non puoi negarlo, ne sono sicura.

Certo, i bambini più fortunati hanno la conoscenza del bello, creano mondi immaginari, come gli adulti, quest’ultimi però conoscono anche il brutto, la differenza da un bambino che legge una favola e un uomo che vive la vita, è che uno cresce e l’altro guarda soltanto tra le righe … È cresciuto …

Quindi tu sei più da “c’era una volta” che da “e vissero tutti felici e contenti”.

Possiamo metterla anche così, un punto di vista interessante, io sono uno da “il lupo si avvicinò alla casetta della nonna”, diciamo che ho conosciuto orchi che mangiavano mele avvelenata e usavano lo specchio della strega cattiva per guardarsi negli occhi.

A me piace “e vissero tutti felici e contenti” ci credo, credo anche alle casette di zucchero e a quelle delle nonne che preparano biscotti … Senza lupo, senza orchi, senza quella stronza di strega cattiva a infilarsi nel cuore, nell’anima, e in tutto quello che ci circonda. Dovremo leggere favole ogni giorno e mangiare caldarroste ai mercatini d’autunno. Guarda che bello tutto questo, ascolta il sole ogni tanto, senti tutti questi profumi, guarda quanta gente riesce comunque a sorridere … Anche se, come dici tu, legge tra le righe.

Mi prese la mano, io comprai due paia di manopole con la lana “tagliata” all’altezza delle dita, erano carine, per me decisi quelle a righe gialle e verdi, lei scelse quelle azzurre con un ricamo rosso che raffigurava un folletto. Con quelle “manopole magiche” ci potevamo toccare le dita, potevamo raccontarci qualcosa, forse potevamo riscrivere le favole del mondo e rileggerle, forse avevamo solo bisogno di un sacchetto di castagne abbrustolite e di qualche sorriso al sapore di “vin brûlé” …

Cosa ti fa paura? Le regine ti fanno paura?

Quelle … Molto.

Bene, allora tu ascolta sempre le principesse … Sono sempre loro che soffiano sui sogni.

(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Cosa pensi del mondo?

Cosa pensi del mondo? Questo è un altro giorno d’acqua potabile.
Giorni freschi di un autunno seriale, giro di prova, l’esatto che si ricerca, discorsi da prendersi sul serio e sorriderci sopra, primo giro di bevute “che tanto i conti li facciamo senza l’oste”, senza paura delle conseguenze di elemosine, senza rincorrere fuorvianti filosofie orientali, la pace dei fiori è simile alla sabbia sul fondo degli oceani, delle cose strane che “influenzano” di noi, mani sugli occhi, pinne natatorie, squame scivolose, difese eccellenti per non sentire paura, non provare nemmeno di sfiorarti le labbra, consultare retorica per costringersi a disperdere emozione … Le onde sono minuscole dentro una bolla di vetro, sono frammenti infiniti di ricordi d’acqua, non ci si bagna mai troppo là dentro, si vedono sempre le stesse cose, rumori e altri diversi riflessi, depressioni difficili da raccontare … Sai, le “fluttuazioni” sono grandi dentro una bolla di vetro, sono le occhiaie che hai scoperto nel mio sguardo, sono gonfiori di giorni, sono semplici e disarmanti verità, conchiglie di lacrime nascoste, un pesce rosso che cambia sembianza e prospettiva.
Legge fisica.
Sfera che contiene.

Tavolini con cerchi di bicchieri sul legno.
Questo è un altro giorno di acqua potabile. Solo questo. Il resto è ricompensa facoltativa. “Tips”.
Grazie.

(Gianluca Nadalini)
(Poesie nell’angolo)