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Poesie nell'angolo

Tornavi …

Tornavi a casa e nascondevi il sacchetto di Zara, lo nascondevi volutamente in modo tale che io lo potessi trovare facilmente …
(Hai comprato una maglietta nuova?

No, un vestitino … Niente di che.

Dai, fammi vedere come ti sta …

Adesso non mi va, sono stanca).
Così il gioco continuava per un po’, prendevi il tuo sacchetto e tiravi fuori il vestito, ti piaceva molto anche spogliarti davanti a me, rimanevi soltanto con gli slip, bellissima … Però poi andavi in bagno a indossare il vestito, perché dicevi che con “sorpresa” sembrava più bello, io una più bella di te comunque non l’avevo mai nemmeno pensata.

 

(Ecco! Ti piace?

Però!! Hai scelto molto bene! Stasera andiamo fuori, devono vederti tutti!

Dici?

Certo, ne sono sicuro!)
Mi abbracciavi, sapevi che con € 49,90 potevi risolvere qualsiasi cosa, sapevi che avrei reso il vestito un momento di felice intimità, sapevi tante cose di noi, sapevi anche che eravamo noi in quel momento a insegnare qualcosa alla vita. Al ristorante ti guardavano tutti, portavi la tua bellezza con delicato e naturale entusiasmo (anche adesso ovviamente). Certe cose non le posso dimenticare soltanto perché non sono più nostre, certe cose non si dimenticano, come andare in bicicletta, comprare vestitini, ricordare di essere stati almeno una volta noi.
(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Nel cuore di Bologna …

Nel cuore di Bologna.Incredibile.

Noi, due “estranei”, la pioggia, gli usi e i costumi, gli ombrelli quasi uguali.

È differente l’amore oggi.

Oggi, il tuono e il lampo.

Incredibile umidità di sguardi.

Bianco o nero? Sfumatura o decisione?

Regaliamo al ritardo un po’ del nostro tempo perduto?

Ieri sera mi sono bruciato un dito togliendo una pizza dal forno.

Capita.

È successo anche a te? 

Sorridi … Siamo estranei consenzienti.

Vorrei controbattere il tuo sbattere di ciglia.

Sei una bella donna.

A me interessa di più la donna che sei.

“Avances”, mi interrogo su quale decisione sbagliare ancora.

Voglio sbagliare sempre, però vorrei correggere le traiettorie delle nostre strade.

Hai presente quando ti senti inadeguato?

Sì.

Ecco … Dimmi dove potremmo andare a coprirci di noi, dimmi che la pioggia è solo una casualità, dimmi che vuoi qualcosa da me.

Nel cuore della tua pancia.

Bologna si divide in due.

Continuiamo a incrociarci ma non ci scontriamo mai.

Credo che la tua nudità potrebbe essere un’occasione per vestirci della nostra pelle.

Potremmo andare in qualsiasi parte del mondo, ma le promesse hanno gambe troppo corte, come le bugie di assestamento.

Luca, lo sai che non posso amarti.

Dimmi qualcosa di diverso …

Non posso.

La tua coerenza è disarmante.

Un rimprovero?

No amica mia … Soltanto un altro giorno senza di noi.

Non essere stupido.

Perché no?

Perché!

No.

(Gianluca Nadalini)
 

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Notizie ed Eventi

Crowdfunding per il mio nuovo romanzo

Ci siamo!

Ecco il link per preordinare il mio romanzo “Ho tutto il tempo che serve”

Prima di preordinare puoi leggere un piccolo estratto e, solo se ti convince davvero (ci tengo alla sincerità)
procedi!

Se non vuoi/puoi preordinare il libro, è davvero gradita anche solo una condivisione, il passaparola e le prime ore della campagna, in questi casi, possono essere determinanti.

Importante: il rimborso viene effettuato se non si arriva alle 60 copie, al di sopra viene fatta un’edizione limitata anche qualora non si arrivasse a 200.

Ecco il link, scatena l’editore/lettore che è in te:

https://bookabook.it/libri/ho-tutto-il-tempo-che-serve/

Grazie mille!

Gianluca

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Poesie nell'angolo

Un giorno …

Un giorno il mondo passerà di qua, mentre saremo distratti, prenderà le nostre occhiaie e tutte le volte che mi sono addormentato al cinema.

Prenderà questo lavoro noioso e il tuo meravigliarti per un mio gesto gentile, tipo quella volta che ho comprato i popcorn giganti e tu hai detto “Seh, dai, top del top”.

Un giorno litigheremo per vent’anni su questioni inutili, su idee divergenti, stravaganti, su come infilare al meglio le paure non giustificate nella collana delle persone che invecchiano.

Saremo sempre noi a darci del tu, a darci delle pacche benevoli sulle spalle, a divertirci con niente ad un mercato rionale che sembra esporre tutto quello che serve per vivere, per sopravvivere, per?

Non lo so!

E passerà di qua, forse, prima o mai, passerà di qua un giorno perfetto, contrapponendo l’esistenza alla sinergia della vita, ci spiegherà la parola amore e la sentiremo forte come una campana che suona e sbatte fortissimo, mentre noi, ormai sordi, continueremo

a sorridere, non capendo fortunatamente ancora nulla

di quello che non ci siamo mai

promesso.

Rintoccherà, rintoccherà.

Ascolta, ascolterai, ascolteremo.

(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

L’odore …

L’odore dell’inverno è una coperta calda.

Due mani fredde, da soffiarci dentro il fiato con la bocca.

È un lago, un luogo nascosto dai rami.

È il ricordo di un tè, sabbia rossa, sotto alla tenda dei beduini in Giordania.

È l’elemosina di un cane.

È una crescita del pensiero.

È del mattino, la nebbia, sulla pianura arata.

È cristallo.

È il vaso di pomodori sottòlio in cantina.

È noi, nostro, che riusciamo a

respirarne

tutta questa

imprevedibile

dignità.

(Gianluca Nadalini)

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Poesie nell'angolo

Sulla punta …

Sulla punta delle dita dei tuoi piedi ho scritto una poesia.

Si alzerà insieme a te.

Entrerà nelle ciabatte, raccoglierà le briciole del tuo pane abbrustolito, poi nella doccia, canticchierà insieme a te.

Le scarpe, finalmente la porterai a fare una passeggiata al mercato, comprerete qualcosa di buono e qualcosa che non serve a niente, ma che starà benissimo sulla mensola della tua camera.

Saluterete qualche amico, vi perderete un po’ per le stradine della città, e arriverete a una decisione definitiva su quale sarà il colore della nuova bicicletta.

La poesia non ti darà fastidio, conterà silenziosa i tuoi passi, ogni tanto ti racconterà qualcosa di me, ti racconterà se prendere o lasciare, se l’amore davvero sia così importante, se preferisci un piatto di pasta o una fetta di torta.

È una poesia molto semplice, di quelle che restano in fila con te in gelateria (alla fine gelato?) una poesia che tende a sciogliersi senza pretese, una poesia che ascolta con te l’ultimo brano di Malika e vola con gli uccelli sopra alla tua testa.

Sulla punta delle dita dei tuoi piedi ho anche lasciato dieci petali di una margherita (puoi toglierli a uno a uno) tutto dipenderà da come inizi a dire ciò che vuoi sapere davvero.

La poesia comunque inizia con “non mi ama”

(Gianluca Nadalini)