Prestami la tua …

Prestami la tua playlist

che ci carico qualcosa di mio, non è detto che sia una canzone, troppo facile, forse userò il rumore di un cuore.

Prestami il tuo pomeriggio, ti porto a vedere la gente, che si innamora mentre guarda un film, e della trama non ricorda niente.

Prestami le tue mani, ti faccio sfiorare il mondo, che gira sempre su se stesso, nell’emozione di un moto

di rivoluzione.

Prestami le tue parole, che ti racconto cosa succede, quando ti vedo arrivare con il tuo cappotto, quando ti scusi ancora per quel bottone rotto.

L’hai comprato venerdì al mercato, prestami quello che hai sbagliato, voglio correggere qualche sfiga, voglio vincere, se posso, qualche bella sfida.

Prestami le tue voglie, il cadere autunnale romantico di queste foglie, il tuo fiato fumoso perché fuori è freddo, il colore del vento quanto spazza via il peggio.

Prestami la tua risata, una frase sussurrata, una storia lasciata in un cassetto, il tuo libro scritto in “ci proviamo” perfetto.

Ciao, dentro al citofono ti dico che sono già qui, sento che scendi le scale, sento che fai uno starnuto speciale, prestami i tuoi piedi per andare

dove non sono mai potuto arrivare, magari consideriamo anche una roulotte per scappare, e giriamo come trottole

finché non ci blocca, al casello, l’amore.

(Gianluca Nadalini)

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