Se …

Se l’inverno fosse così, dirimpetto ai gelati di panna dell’estate, se negli abeti dei boschi fosse eterna resina di Natale, se del sole che filtra attraverso le nuvole restasse sempre l’ora è l’ombra più bella, credimi.

Se i malvagi riuscissero a copiare Il dolore in modo diverso, se ogni notte portasse rigenerazione, se esistesse davvero anche un solo essere umano libero da costruite libertà meccaniche, se nell’aria potessero evolvere i pensieri, i ripopolamenti, gli uccelli che ancora non sanno volare, credimi.

Se il ghiaccio mangiasse il fuoco, se le religioni portassero vero nutrimento, se ogni libellula potesse pesare come piombo, se i cerchi nell’acqua espandessero ovunque immensità, credimi.

Se tu potessi credere di credermi almeno per quel che sogni, se potessi guardare i miei occhi che chiedono spiegazione per ogni lacrima, se nel girotondo della bambina che eri potessi creare uno spazio per questa feroce felicità, credimi mondo mio.

Se fosse così, se fosse un irriverente credere improvviso di ali, dirimpetto al cuore. Mi crederesti?

(Gianluca Nadalini)