Sulla punta …

Sulla punta delle dita dei tuoi piedi ho scritto una poesia.

Si alzerà insieme a te.

Entrerà nelle ciabatte, raccoglierà le briciole del tuo pane abbrustolito, poi nella doccia, canticchierà insieme a te.

Le scarpe, finalmente la porterai a fare una passeggiata al mercato, comprerete qualcosa di buono e qualcosa che non serve a niente, ma che starà benissimo sulla mensola della tua camera.

Saluterete qualche amico, vi perderete un po’ per le stradine della città, e arriverete a una decisione definitiva su quale sarà il colore della nuova bicicletta.

La poesia non ti darà fastidio, conterà silenziosa i tuoi passi, ogni tanto ti racconterà qualcosa di me, ti racconterà se prendere o lasciare, se l’amore davvero sia così importante, se preferisci un piatto di pasta o una fetta di torta.

È una poesia molto semplice, di quelle che restano in fila con te in gelateria (alla fine gelato?) una poesia che tende a sciogliersi senza pretese, una poesia che ascolta con te l’ultimo brano di Malika e vola con gli uccelli sopra alla tua testa.

Sulla punta delle dita dei tuoi piedi ho anche lasciato dieci petali di una margherita (puoi toglierli a uno a uno) tutto dipenderà da come inizi a dire ciò che vuoi sapere davvero.

La poesia comunque inizia con “non mi ama”

(Gianluca Nadalini)

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