Vorrei …

Vorrei non esserci più, nei posti che frequento abitualmente, puff, sparire in una nuvola di mistero, riscrivere follie con piede più leggero.

Andare nelle storie diverse, navigare i mai di sempre, vorrei svegliarmi in un credermi migliore, oppure

disattivare ogni opinione.

Vorrei conoscere all’improvviso una lingua straniera, parlare a vanvera dall’alto di una mongolfiera, vivere e morire come fanno i giorni, trovarmi una buona necessità appena esco, insomma, nei dintorni.

Vorrei risarcire i danni di uno strano passato, togliermi dalle vene quel che stupidamente ho buttato, contrarre malattie amorose, contagiose, riscoprire l’incanto della nebbia sulle foglie, sulle case, sulle cose.

Vorrei capitombolare dalla vetta di un qualsiasi rimarginare, essere fiume e modestamente anche un poco mare, affogare nel delirio di grandi frequentazioni, suggerire ai miei polmoni l’aria per eventuali evasioni, evoluzioni.

Vorrei non esserci più e finalmente darmi del signor

tu.

(Gianluca Nadalini)

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